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Il 13 e il 14 ottobre la sostenibilità è stata al centro dell’attenzione a Roma nell’ambito di una intensa “due giorni” di convegni, incontri e dibattiti tra tutte le parti coinvolte nell’attuazione del Green Public Procurement. E’ in questo contesto che si è concluso il ciclo di workshop Tracciati di Sostenibilità, organizzato e promosso da Officine Green Building, insieme a Livingoffice. Una iniziativa che ben si armonizza con il Forum CompraVerde, promosso dalla Fondazione Ecosistemi e dal Coordinamento Agende 21 Locali in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Unioncamere ed ICLEI, arrivato quest’anno alla sua decima edizione.

Gli incentivi alla sostenibilità, che costituiscono il punto di collegamento essenziale tra la Pubblica Amministrazione e le imprese chiamate a dare concreta attuazione agli obiettivi di difesa ambientale, sono oggi centrati sui ‘criteri ambientali minimi’ (Cam) e sui protocolli di certificazione ambientale. Questi, come ha spiegato durante il suo intervento, l’Arch. Laura Scrimieri di Officine Green Building, “sono dei validi strumenti di orientamento a scelte ed obbiettivi dell’intervento”. Sono due strumenti utili, che si integrano a vicenda. L’approccio è condiviso, e gli obiettivi sono comuni, come per esempio la volontà di arrivare ad una riduzione delle emissioni di gas climalteranti, la sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con quelle rinnovabili e l’aumento del recupero, riciclo e riuso (ovvero la riduzione dei rifiuti). Proprio su questo ultimo punto risulta inoltre fondamentale, come ha commentato Marco Predari di Federlegno arredo e Presidente di Assufficio, “favorire approcci sostenibili anche nei capitolati edili e promuovere l’economia circolare” ; attraverso questo pratica il materiale alla fine di un processo diventa materia prima per un nuovo processo.

I materiali sono un elemento cruciale per questo processo all’insegna della sostenibilità. Proprio per questa ragione, sono stati consegnati degli speciali premi “Edilizia Verde” ad alcune imprese che producono materiali per l’edilizia a basso impatto ambientale. Nella sezione materiali innovativi Ecoplan è stato premiato per il prodotto Ecomat in ragione “dell’impegno nella chiusura del ciclo produttivo e per l’impiego del 100% di scarti e rifiuti, non dimenticando le prestazioni tecniche e la resistenza del prodotto nei diversi impieghi previsti”. A ritirare il premio, Mirella Raccuja, fondatrice e CEO di Livingoffice, distributore del prodotto proveniente dagli scarti della lavorazione dell’olio di oliva e da scarti di polipropilene. Da diverso tempo Livingoffice è impegnata nella ricerca di materiali ecosostenibili e si è concentrata sull’industrializzazione del prodotto trovando nelle aziende di cui è partner dei sostenitori illuminati. Ecomat, impiegato nella filiera edile per casseformi, pavimentazioni e rivestimenti idrofughi, ne ha generato un prodotto ottimo anche da interni, applicabile sia nelle partizioni mobili che nell’arredo ufficio. Essendo un valido sostituto del legno, duttile come la plastica, è possibile quindi creare spazi di lavoro che alla fine della loro vita potranno essere completamente rigenerati, senza scarti di lavorazione. Il materiale, completamente privo di formaldeide, diventa così un partner ideale per applicare un vero concetto cradle to cradle a km 0.

Il tema dei CAM è un argomento caldo per l’intero settore edile. Grande spazio di analisi al tema è stato dato durante la seconda giornata del Forum con un convegno ad hoc in cui sono state messe sotto la lente di ingrandimento l’efficacia dei nuovi schemi di controllo, le criticità tecniche da affrontare e le capacità concrete delle imprese di rispondere alla “chiamata”.  “Le pubbliche amministrazioni già prima della messa in atto dei criteri ambientali minimi, si chiedevano cosa potesse essere definito ‘ verde’”, ha commentato in apertura dell’incontro Sergio Saporetti del ministero dell’Ambiente, spiegando passo passo i criteri che i cantieri sono chiamati a rispettare.

Dai toner rigenerati per le stampanti alla carta riciclata fino al cibo che si serve a mensa, gli acquisti verdi nelle pubbliche amministrazioni sono sempre più uno strumento strategico per ridurre gli impatti ambientali e insieme razionalizzare la spesa.  – ha commentato in apertura del Forum il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti . – Con le ultime disposizioni, sono stati rafforzati i criteri ambientali minimi che permettono alle P.A. di promuovere e attuare politiche cruciali di efficienza energetica, di riduzione delle emissioni inquinanti, di riutilizzo della materia e anche di contrasto agli sprechi di cibo”.

“Il Green Pubblic Procurement (GPP) risulta avere in questo momento storico una grande potenzialità” in quanto possiede le capacità per cambiare le modalità di approccio sia del settore pubblico che di quello privato. Fortunatamente la Green Road è già stata intrapresa da molte aziende ed enti. Sono infatti già molti gli esempi virtuosi. Riccardo Blanco dell’agenzia del demanio ligure ha sottolineato come sia importante anche in fase di bande di gare centrare l’attenzione – o perlomeno dare ampio spazio di punteggio -  proprio alle caratteristiche qualitative e alle sostenibilità ambientale, senza dimenticare la professionalità.